Da San Vito al Monte San Giorgio

La salita al Monte San Giorgio, per il bellissimo panorama che regala nelle giornate limpide, è una delle passeggiate più frequentate del Torinese. Partendo dal Borgo di San Vito (Piossasco) è possibile percorrere un bell’anello di sentieri segnati, salendo alla cima per il crinale sud e scendendo da quello settentrionale.


Lunghezza [Km]: 6.7
Dislivello [metri]: 450
Tempo di Salita [ore]: 01:15
Tempo Totale [ore]: 02:30
Difficoltà   Escursionisti
Punto di Partenza: San Vito (Piossasco)
Latitudine : 44.98843465
Longitudine: 7.4514885
Punto di Arrivo: San Vito (Piossasco)
Latitudine : 44.98843922
Longitudine: 7.4515005


Il Monte San Giorgio non è un rilevo che passa inosservato, e domina un buon tratto della pianura torinese incombendo dai suoi 837 metri di quota sulla cittadina di Piossasco. La zona attorno alla montagna, di notevole valore naturalistico, è tutelata da un parco naturale che protegge, oltre ai boschi che ammantano la montagna, anche alcune specie particolarmente rare come la peonia selvatica. Al valore naturalistico della zona si aggiunge quello storico-archeologico: la posizione prominente della montagna la rese sede di culti protostorici e, nel Medioevo, venne scelta come luogo di residenza e di preghiera da una piccola comunità di monaci benedettini. La loro chiesa è purtroppo oggi piuttosto malandata ma, anche grazie all’interesse creato dai molti voti ottenuti come “Luogo del cuore” del FAI, verrà probabilmente restaurata a breve.

Accesso: la partenza avviene dallo storico Borgo San Vito (450 m); nella piazzetta davanti alla chiesa o poco prima, davanti alla vecchia confraternita di Santa Elisabetta, si trovano alcuni posti auto.

Salita: dalla piazzetta di San Vito si imbocca a piedi la stradina asfaltata che sale verso i castelli (“via rapida ai castelli”) lasciandola dopo poco per il sentiero che si stacca verso destra (cartelli indicatori). Tralasciata una prima diramazione verso destra si segue l’ampia mulattiera salendo con alcune svolte fino a guadagnare il crinale sud del monte San Giorgio (palina indicatrice). Di qui volendo è possibile, con una brevissima digressione a sinistra, toccare la “Croce dei Castelli”, costruita su un roccione. Proseguendo invece verso la cima della montagna il nostro itinerario segue abbastanza da vicino il crinale e guadagna rapidamente quota. L’ambiente è piuttosto arido e ai pini marittimi, introdotti con vecchi rimboschimenti e poi sopravvissuti agli incendi, si alternano piccole querce e altre specie autoctone. Il nostro itinerario per un tratto, oltre che dai classici segnavia bianco-rossi, è segnalato anche da bolli di vernice gialla del “Sentiero David Bertrand”, un percorso escursionistico in memoria di un giovane volontario A.I.B. morto durante le operazioni di contrasto a un incendio. Lasciatisi a sinistra il sentiero per il Colle della Serva (palina) si procede in salita e, sempre a breve distanza dal crinale, si esce nella zona prativa che precede la cima, sulla quale sorge l’antica chiesa monastica di San Giorgio (837 m, 1.15 ore). A breve distanza dall’abside, su un massiccio basamento affacciato sulla pianura, sorge una alta croce di vetta, mentre verso la catena alpina si trova un grande pannello semicircolare realizzato dal Parco naturale che permette di distinguere tra loro le molte vette visibili dalla cima del monte.

Discesa: per il ritorno a San Vito una interessante alternativa alla via dell’andata è il sentiero che percorre la cresta nord della montagna. Date le spalle alla facciata della chiesa, dal pannello panoramico si scende tenendosi poco a sinistra del crinale nord, seguendo segnavia bianco-rossi più recenti di quelli incontrati all’andata. Il sentiero si abbassa piuttosto ripido costeggiando un vasto rimboschimento di conifere, al quale il passaggio del fuoco negli anni passati non pare avere causato grandi danni. Si scende così ad un bivio a circa 620 metri di quota dove il nostro sentiero si immette a “T” in una mulattiera più ampia, che seguiremo verso destra. Il viottolo, sempre nel fitto bosco, va a raggiungere una stradina sterrata, che imboccheremo di nuovo verso destra seguendola fino ad un crocicchio (“Colletto di San Valeriano”, 427 m), nei pressi dell’omonima chiesa di San Valeriano. Questa è facilmente raggiungibile con una breve digressione sulla sinistra (cartelli); si tratta di una cappella seicentesca ricostruita dopo la sua distruzione avvenuta verso la fine della II guerra Mondiale, e merita una breve sosta anche perché offre un panorama alternativo sulla collina e la città di Torino. Dal crocicchio il nostro anello prosegue in direzione di San Vito lungo lo sterrato che scende verso Cà Dorina e, ignorato un sentiero verso la Croce dei Castelli, si sbuca sull’asfalto. Percorrendo in leggera discesa via Monte Grappa si raggiunge così via San Vito e, imboccatala verso destra, in breve si fa ritorno al punto di partenza (1.15 ore).

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