Monte Camulera

Il monte Camulera è rilevo delle Prealpi Liguri che si trova quasi al centro dell’alta Val Bormida. A differenza di altre montagne dei dintorni sulla cima la vegetazione si dirada e si può quindi godere di un ampio panorama. La salita da Case del Zot non è lunga, e si può arricchire la gita passando in discesa per la stradina che sfiora il Bric Zionia, un raro caso di area “Wilderness” istituita da un comune italiano. Tutta la zona in effetti è piuttosto selvaggia, ed è interessante vedere come i boschi, che negli ultimi decenni non sono quasi più stati toccati dall’attività umana, si evolvono in base al clima e al tipo di terreno.


Lunghezza [Km]: 7
Dislivello [metri]: 550
Tempo di Salita [ore]: 01:45
Tempo Totale [ore]: 01:15
Difficoltà   Escursionisti
Punto di Partenza: Case del Zot (Murialdo, SV)
Latitudine : 44.27947728
Longitudine: 8.13177711
Punto di Arrivo: Case del Zot (Murialdo, SV)
Latitudine : 44.27945936
Longitudine: 8.1318364

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Meteo Abbateggio

Accesso: Case del Zot (718 m) è una località in comune di Murialdo. Dalla provinciale di fondovalle occorre dirigersi verso Riofreddo e poi svoltare a sinistra; conviene posteggiare prima del gruppo di case più in alto perché più in su non c'è posteggio e anzi, se le auto fossero più di un paio, è meglio probabilmente lasciarle a bordo strada nei pressi del bivio tra case del Zot e Riofreddo.

Salita: a piedi si prosegue sulla stradina asfaltata passando tra le case e raggiungendo l'ultimo edificio, dove si imbocca un sentiero che lo fiancheggia sulla destra; i segni da seguire sono quelli di "Bormida Natura" (bianco/verde) e il segnavia giallo della FIE “_ .”, entrambi non troppo recenti. Entrati nel bosco, nel quale inizialmente si possono notare vecchi castagni da frutto, si prende quota piuttosto rapidamente e, ignorando alcune diramazioni non segnate, si va a sbucare a "T" su una stradina forestale, che si imbocca verso destra. Dopo un tratto in moderata pendenza si incontra un bivio a 800 metri di quota, dove si prosegue verso destra ignorando per il momento la seconda diramazione (potrà servirci al ritorno). La stradina forestale procede inizialmente con alcun tornanti, un paio dei quali possono essere "tagliati" con tratti di sentiero più ripidi e sempre segnalati dai bolli di vernice sbiadita sopra citati. Passati a fianco del non molto definito rilevo chiamato "Bric Vigna Vecchia" il nostro percorso si avvicina al crinale che separa i valloni dei rii Madagna (a sinistra) e Botta, quasi sempre tenendosi sul lato Madagna. Nei pressi dello spartiacque il bosco è meno fitto e il fondo dello stradello si fa inerbito. Tralasciata una diramazione verso destra si arriva ad una piazzola dove il viottolo prosegue con un sentierino pressoché fedele al crinale. Il terreno è a tratti ingombro di grossi alberi caduti che rendono disagevole il cammino. Si raggiunge così un bivio a quota 1025 m, dove il nostro sentiero taglia uno sterrato pianeggiante. Il ramo occidentale potrà servirci al ritorno, mentre il ramo destro, segnato in bianco/verde, conduce verso il Colle del Melogno. Il nostro itinerario prosegue invece lungo il crinale e, in modo un po' confuso ma ancora segnalato dai bolli gialli della FIE, sbuca in un piccolo pianoro sul quale si trova una stele dedicata a un gruppo di partigiani trucidati durante la seconda guerra mondiale. Incrociato appena più su della stele un altro sterrato il sentiero si fa più definito e raggiunge in breve la croce posta sulla cima della montagna, alla base della quale è fissata una cassettina metallica con il libro di vetta (1224 m, 1 h 45').

Discesa: per il ritorno, in alternativa alla via dell'andata, una volta arrivati al bivio a quota 1025 m è possibile imboccare il ramo di destra dello sterrato. Si raggiunge in breve un nuovo bivio (cartello), dove si imbocca sulla sinistra un ramo non segnato di una pista forestale che scende inizialmente parallelo al crinale Botta/Madagna. La stradina, a tratti profondamente erosa ma sempre ben evidente, si allarga poi verso destra andando a tagliare le pendici del Bric Zionia, una zona che il comune di Murialdo ha destinato a "wilderness", evitando cioè di alterare la naturale evoluzione ambientale con interventi umani. Il bosco qui si presenta molto diverso da quello trovato all'andata: il terreno è più arido e assolato ed ai faggi e ai castagni che prevalgono dall'altro lato del vallone si sostituiscono le querce. La vecchia stradina dopo un tratto a mezza costa riprende poi a scendere con ampi tornanti e, gradualmente, si ritrovano faggi e castagni. Raggiunto il rio Madagna lo si guada in un punto reso disagevole da alcuni alberi caduti. Dall'altro lato del torrentello con un paio di saliscendi si va a raggiungere il bivio a quota 800 metri da dove, seguendo la via percorsa all'andata, si fa ritorno al punto di partenza (1 h 15').

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